Abluzioni

Dal latino abluere: ab da e luere lavare. Quando ci alziamo al mattino, dovremmo compiere una serie di azioni per asportare/eliminare tutto quanto si è depositato nel nostro corpo durante la notte: svuotare la vescica e l’intestino, lavare gli orifizi in basso (le zone genitali) e in alto (occhi, orecchie, naso, bocca).

Nell’eseguire l’igiene della bocca è importantissimo pulire bene la lingua, che durante la notte si ricopre di una patina biancastra piena di batteri. Sarebbe opportuno che questa fosse la pratica igienica iniziale, prima di ingerire qualsiasi cosa, persino prima di pronunciare una parola o un fonema, o di deglutire. Se ad esempio bevessimo un sorso d’acqua appena svegli o, peggio, un caffè caldo, ingoieremmo tutto quanto si è depositato sulla lingua e negli interstizi dentali, riciclandolo.

L’igiene della lingua si pratica con appositi strumenti: raschietti in plastica delle varie case che producono dentifrici e articoli per l’igiene orale, e pulisci-lingua in acciao utilizzati in India e nell’Ayurveda. Entrambi costano pochi euro.
Ma possiamo farlo molto più praticamente e velocemente, utilizzando un cucchiaino dalla sua parte cava, partendo dalla zona vicina alla gola verso la punta della lingua, ripetendo l’operazione due-tre volte e sciacquando ogni volta il cucchiaino. Fatto ciò, possiamo anche bere il caffè, che macchierà i denti e la lingua, per poi procedere con l’igiene con spazzolino e dentifricio. Lo stesso spazzolino, impregnato di dentifricio, può essere ora nuovamente passato un paio di volte sulla lingua: va tenuto in leggera inclinazione, in modo da non strapazzare le papille, i nostri sensori dei sapori. La direzione è sempre dal fondo verso la punta. Con la pratica, diventa un’azione velocissima.

L’igiene della lingua è praticata da millenni in Cina e in India, mentre i nostri antenati nobili europei, evitavano accuratamente i lavaggi del corpo e puilivano i denti con la punta del coltello…

Possiamo in tal modo essere certi che la lingua non avrà mai quell’aspetto bianchiccio, con le papille in rilievo o screpolature, e con quell’alito ributtante che fa fuggire anche chi ci ama!

Olio di semi di girasole

La mia maestra de I cinque Tibetani mi insegnò l’efficacia di pulire quotidianamente la bocca con quest’olio, macinato a freddo (e ovviamente bio), nel seguente modo:
– mettere un sorso d’olio in bocca;
– sciacquare la bocca passando l’olio su tutti i denti e sulle gengive;
– l’olio, mescolandosi con la saliva, si emulsiona fino a diventare una schiuma compatta;
– proseguire per almeno un quarto d’ora, poi sputare;
– sciacquare più volte la bocca, prima di spazzolare i denti con il dentifricio.
BENEFICI
– fatto al mattino, elimina velocemente le tossine scaricate sulla lingua e nel cavo orale;
– igienizza e asporta residui di cibo, più di un filo interdentale;
– dona salute e forza alle gengive, eliminando le infiammazioni (grazie, sembra, alla presenza di Omega 3);
– si ritiene che il suo uso frequente possa contribuire alla guarigione di gravi patologie.

Lascia un commento

Devi essere loggato per commentare.