Secondo tibetano

Stiramento della colonna vertebrale

Il secondo Tibetano è il primo movimento della serie che, attraverso l’attività creata dalla massima contrazione e dal temporaneo rilassamento dei tendini e dei muscoli, consente di sperimentare la forza vibratoria che dall’estremità superiore e inferiore del corpo viene incanalata al centro. È come se gli arti inferiori disegnassero un semicerchio che forza l’energia verso l’alto, lungo la parte anteriore delle gambe.

L’estrema tensione raggiunta consente anche di sollecitare i muscoli posteriori delle cosce, che solitamente tendono a diventare flaccidi, con il conseguente aumento della circolazione a livello dei piedi, delle caviglie e delle cosce, fino alla zona dei genitali.

Questa sequenza porta automaticamente alla contrazione dello sfintere anale e di quelli urogenitali (Mula Bandha) dal basso, e della gola ed del rachide cervicale (Jaladhara Bandha) dall’alto, fissando l’energia proprio al centro del corpo, per poi liberarla e farla fluire attraverso la spina dorsale.

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